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Appartamento completamente ristrutturato Cassano Magnago

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Vendita €69.000,00 trattabili - Bilocale, Trilocale
651 Camera da letto1 Bagno  Aggiungi ai Preferiti Stampa

Appartamento completamente ristrutturato Cassano Magnago

Appartamento completamente ristrutturato Cassano Magnago

A Cassano Magnago, in fabbricato degli anni ’60, proponiamo in vendita esclusiva un appartamento di nuova e totale ristrutturazione, costituito da ingresso, soggiorno, cucina con balcone, bagno camera da letto matrimoniale.

L’appartamento puo’ essere facilmente trasformato in trilocale, creando un soggiorno con angolo cottura e trasformando l’attuale cucina separata in seconda camera da letto.

La metratura catastale e’ pari a 65 mq.

L’appartamento e’ completamente rifatto a nuovo: serramenti in pvc e doppio vetro, pavimenti, bagno, impianti elettrico e termosanitario con caldaia ad alta efficienza (tutti a norma), porte interne, pavimentazione del balcone.

E’ dotato inoltre di un’ampia cantina di proprieta’ al piano seminterrato.

Basse spese condominiali (circa 400 euro annui). Riscaldamento autonomo.

E’ possibile parcheggiare l’auto nel cortile condominiale.

APE in approntamento.

 

STORIA

Eta’ antica

In seguito al ritrovamento presso Cassano di un reperto risalente alla cultura di Golasecca (dal 1000 al 500 a.C.), precisamente un’urna cineraria, risalente al periodo tra il 600 ed il 450 a.C., si è pensato che la zona fosse abitata sin da quelle epoche remote. Nei secoli successivi dalle Alpi giunsero nel paese nuove ondate di popoli. La zona tra il Ticino e l’Adda fu occupata dagli Insubri e pare che il nome di Cassano Magnago derivi proprio da questa antica popolazione. Ritrovamenti poi dell’epoca romana, sono dati da tipi vari di sepoltura, monete bronzee, ecc.

Oltre al cerro, il vero simbolo di Cassano Magnago è la torre di San Maurizio, per la sua antichità è stata riconosciuta monumento nazionale, infatti gli archeologi ipotizzano la sua costruzione in epoca tardo romana, ad uso come torre per segnalazioni, in seguito venne rialzata per trasformarla in campanile dell’omonima chiesa, poi demolita nel primo novecento, mentre il campanile fu restaurato negli anni settanta, allo scopo di impedirne il crollo.

Si ritiene però che in epoca romana la sua importanza andasse più in là di una semplice torre di segnalazione, infatti ai piedi della collina si può notare una lunga fresatura che arriva fino all’argine del torrente Rile, la quale ha generato una parete verticale la cui altezza varia dai tre ai quattro metri, rendendo inaccessibile tutto il fronte sud della collina, quindi potremmo essere di fronte a una fortezza costruita dai celti e utilizzata dai romani dopo la conquista del territorio, per collocarvi un avamposto allo scopo di sorvegliare i celti non ancora pacificati e segnalare alla legione eventuali sommosse. L’utilità strategica della torre e’ probabilmente da individuare nel primo secolo a.C.

Circa l’origine del nome occorre risalire alle origini celtiche degli antichi abitanti, mentre appaiono improbabili i riferimenti a fantasiosi nomi di proprietari latini; il varesotto e il comasco erano e sono un territorio fortemente celtizzato, nel quale fino alla cristianizzazione i romani rinunciarono ad insediare colonie latine.

Tito Livio ne “La storia di Roma” racconta che nel 225 a.C., quando i romani conquistarono Milano, gli insubri più agguerriti si rifugiarono sulle colline del varesotto e del comasco, fondando 28 cittadelle fortificate con le quali si opposero ai romani con grande ostinazione fino al 196 a.C..

Da ciò possiamo dedurre che nel 225 a.C esisteva una linea fortificata dal Seveso al Ticino che correva lungo la fascia collinare dove è situata anche Cassano Magnago.

La difesa del territorio, che si potrebbe chiamare “Seprio”, costò agli insubri olte quarantamila morti, ma ottennero una pace onorevole ed il diritto di eleggere i propri rappresentanti al senato.

Sull’origine del nome di Cassano Magnago, Andrè Martinet, massimo esponente della linguistica e a suo tempo professore alla Sorbona, in “L’indoeuropeo, Lingue, Popoli e Culture” sostiene che Cassano era il nome Gallico della quercia, mentre Magnago sarebbe un aggettivo che deriva dalla radice del sanscrito “magus” (“campo”), quindi Maghnach da cui l’italianizzazione in latino Magnagus e l’italico Magnago, quindi il nome di Cassano Magnago: “Cassano Maghnach”, nella lingua dei celti significava: “Quercia Campestre”, da cui la tradizione del cerro (Quercus cerris) in piazza Santa Maria.

Per i popoli indoeuropei la quercia era l’albero sacro alla massima divinità, tanto che Plinio il Vecchio, nella sua “Storia Naturale” cita il “foedo Cassianum”, (federazione della quercia) un’alleanza tra le città latine sacra a “Giove Cassio”, il dio della quercia.

Anticamente piazza Santa Maria, dove è situato il cerro, era chiamata “Valascia”, toponimo originato dal sanscrito “Varahi” (“centro spirituale”), quindi la piazza era già un luogo sacro prima dell’arrivo dei cristiani. A conferma della sacralità del toponimo “Valascia”, nel Canton Ticino nell’alta val Leventina, il regno dei “leponti”, c’è un altipiano situato a mille metri di quota chiamato appunto “Valascia”, mentre le due località situate nel territorio si chiamano “Hambrì” e “Piotta, due toponimi la cui etimologia ci porta a “centro del piatto”, come “Mediolanum” per esempio, ma anche ad ambone, podio sul quale predicavano i sacerdoti, derivante dall’indoeuropeo “Omphalos” (“Ombelico” o “centro spirituale”), quindi si può ipotizzare che per gli insubri “Cassano Maghnach” e la sua “Valascia” erano un luogo sacro.

 

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