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Lussuosa villa con piscina Lago Maggiore - Sesto Calende

  • Lussuosa villa con piscina Lago Maggiore
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Vendita €950.000,00 - Villa
190 +30 box+2900 parco  Aggiungi ai Preferiti Stampa

Lussuosa villa con piscina Lago Maggiore

Lussuosa villa con piscina Lago Maggiore

In posizione soleggiata, riservata e verdeggiante di Sesto Calende, comodissima per le vie di comunicazione e l’autostrada, proponiamo in vendita una lussuosa proprietà con splendida vista sul Lago Maggiore e sulle Alpi.

La proprietà e’ costituita da una villa padronale, originariamente costruita da un noto architetto negli anni ’70, con un rimando continuo tra architettura e paesaggio, interno ed esterno, uomo e natura; e’ realizzata in uno splendido parco di circa 2900 mq digradante dolcemente verso il lago con piscina privata.

La villa, costituita da ingresso, ampio soggiorno/salotto con porticato di oltre 30 mq, cucina abitabile, tre camere da letto, due bagni, cabina armadio, grande taverna con camino e vani tecnici, si sviluppa su circa 190 mq, oltre ad uno spazioso box di 30 mq.

Di fronte alla villa, nel verde, l’ampia luminosa piscina sembra quasi una prosecuzione del lago.

La villa può essere abitata fin da subito, ma l’attuale proprietario ha predisposto un progetto di ampliamento e ammodernamento, già approvato, dotandola dei più avanzati impianti tecnologici.

Classe G EPgl 462,83 kWh/m²a

 

SESTO CALENDE

Sesto Calende è un comune italiano di 11.098 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Il nome si riferisce alla distanza da Somma Lombardo, infatti deriva dal latino (ad) sextum (lapidem), ossia “presso la sesta (pietra miliare)”. La specifica Kalendarum si riferisce alle Calende, con riferimento al periodo in cui si teneva il mercato.

Il borgo è posto al capo meridionale del Lago Maggiore, dove il Ticino riprende il suo cammino verso il Po, quale emissario del Verbano.

Il 28 aprile 2011, con decreto presidenziale firmato da Giorgio Napolitano, a Sesto Calende è stato concesso il titolo di Città.

STORIA

Da Sesto Calende passava la strada romana che collegava Milano al Verbano, la cosiddetta “Via Mediolanum-Verbannus“. Qui la Via Mediolanum-Verbannus si divideva nelle sue due direttrici terminali: la prima raggiungeva Angera, mentre l’altra Domodossola.

Già appartenente al Contado del Seprio come sede di sculdascio, e successivamente alla Pieve di Angera. Comprendeva la frazione di Cocquo.

In età napoleonica (1811) venne aggregato a Sesto Calende il limitrofo comune di Golasecca,che recuperò l’autonomia nel 1816, in seguito alla costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1869 al comune di Sesto Calende venne aggregato il soppresso comune di Oriano sopra Ticino.

Sesto Calende appartenne fino al 1927 al circondario di Gallarate della provincia di Milano; in tale anno entrò nella neocostituita provincia di Varese. L’anno successivo fu aggregato a Sesto Calende il soppresso comune di Lisanza, e nel 1929 la località di Lentate, già frazione di Osmate-Lentate.

Fino all’avvento della ferrovia l’economia di Sesto Calende era basata sulla navigazione sul fiume Ticino. Le barche erano di proprietà dei mercanti di Sesto Calende che le affidavano a delle guide che erano chiamate paroni ed i più esperti, cioè quelli che conoscevano le insidiose rapide del fiume, provenivano esclusivamente dai comuni di Golasecca e Castelletto Ticino. Tra Sesto Calende e Tornavento vi erano infatti ben undici rapide, ognuna contraddistinta con un proprio nome dialettale; le guide tramandavano da padre in figlio l’arte di saper condurre le barche, a volte lunghe fino a venti metri, attraverso queste rapide. Era una corporazione molto forte tanto da imporre le loro tariffe ai vari mercanti che li ingaggiavano nei singoli viaggi per trasportare le loro merci sul fiume Ticino e sul Po, fino a Venezia. Erano titolari di una sorta di “patente” e nessun altro poteva entrare nella corporazione senza il loro permesso. I Paroni erano proprietari dell’attrezzatura e dei cavalli che servivano a rimorchiare le barche nella dura risalita del fiume.

 

CAPOVERSO RELATIVO AL DIRITTO DI MEDIAZIONE

L’incarico di mediazione a Wayhome ed ai suoi agenti immobiliari è attribuito attraverso la sottoscrizione di un documento specifico (incarico), la stipula di un accordo ovvero, in assenza di ciò, con la fruizione dei servizi elencati nelle nostre schede immobiliari, nel sito e nelle relative clausole. Il compenso per la mediazione (provvigione) da corrispondersi da entrambe le parti (Acquirente e Venditore, ovvero Conduttore e Locatore) è pari al 4% più IVA, calcolato sul prezzo di acquisto/vendita dell’immobile, o, in caso di locazione, è pari al 10% più IVA del canone del primo anno di locazione. La provvigione si considera maturata, dovuta ed esigibile al momento della formazione del consenso di acquisto tra Venditore ed Acquirente (ovvero con la sottoscrizione da parte del promittente venditore per accettazione della proposta di acquisto inviata dal promissario acquirente), ossia, in caso di locazione, al momento della accettazione della proposta di locazione da parte del soggetto proprietario dell’immobile (o avente titolo). Wayhome ed i suoi agenti immobiliari hanno pertanto il diritto di richiedere immediatamente il pagamento della provvigione al verificarsi delle circostanze suddette. In caso di compravendita, l’imposta di registro, i costi notarili e le imposte catastali ed ipotecarie sono a carico dell’Acquirente. In caso di locazione, l’imposta di bollo sul contratto (se applicabile) è a carico del Conduttore, l’imposta di registro (se applicabile) è a carico del Locatore e del Conduttore in parti uguali. Wayhome declina qualsiasi responsabilità in ordine alle informazioni riportate nel sito in quanto le stesse provengono dalla parte venditrice/locatrice oppure dai professionisti di fiducia (architetti, geometri, commercialisti, avvocati) incaricati dalla medesima. Wayhome considera veritiere tali informazioni e non assume alcuna responsabilità in ordine all’attualità delle stesse nonché ad eventuali omissioni o inesattezze. Per quanto qui non previsto vigono le disposizioni del Codice Civile italiano.

 

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