Dettagli dell'immobile

Trilocale con box e cantina Gallarate Cascinetta - Gallarate

  • Trilocale con box e cantina Gallarate Cascinetta
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Vendita €125.000,00 - Trilocale
2 Camere da letto1 Bagno1 Garage  Aggiungi ai Preferiti Stampa

Trilocale con box e cantina Gallarate Cascinetta

Trilocale con box e cantina Gallarate Cascinetta

A Gallarate, nel quartiere di Cascinetta, in via tranquilla ma comoda con le vie di comunicazione e con il centro città, proponiamo in esclusiva un ampio trilocale al piano rialzato di un fabbricato degli anni ’70 con giardino condominiale.

L’immobile e’ composto da ingresso, cucina abitabile con balcone, soggiorno con balcone, due ampie camere da letto (una con balcone), un bagno finestrato. La metratura commerciale e’ di 94 mq oltre a balconi per 13 mq. Completano la proprietà una cantina di mq 8,5 mq ed un box di mq 15,60.

L’appartamento ha gia’ doppi vetri e riscaldamento contabilizzato con termovalvole (caldaia a metano).

Il condominio, ordinato e tranquillo, non ha lavori straordinari in previsione.

Spese condominiali contenute: euro 700,00 annuali piu’ riscaldamento.

APE G EPgl 358,49 kWh/m²a

 

STORIA DI GALLARATE

Molte testimonianze archeologiche datano le origini di questo nucleo urbano al II millennio a.C., anche se la maggior parte dei reperti sono di natura gallica. Dai galli, infatti, deriverebbe anche il nome della città.

Successivamente Gallarate, sotto la dominazione romana, divenne parte della provincia della Gallia Cisalpina.

Quando Ottone Visconti, nel 1287, distrusse Castelseprio, la città divenne capitale del grande contado del Seprio. Proprio da questo nuovo e grande ruolo Gallarate trasse grandi profitti, trasformandosi in un ricco centro commerciale. Questa vocazione accompagnerà la città anche in età sforzesca.

Dal XVI al XVIII secolo Gallarate perderà la sua indipendenza, finendo sotto la dominazione prima francese e poi spagnola. Diventa così un feudo, che passa continuamente nelle mani di nuove famiglie (BentivoglioCaraccioloPallavicino, Altemps, Visconti e Castelbarco). Tutti questi passaggi, però, non alterarono il suo ruolo di leader nel commercio per l’Alto Milanese.

Per un breve periodo, fra il 1786 e il 1787, Gallarate fu addirittura capoluogo di una delle province della Lombardia austriaca.

La dominazione napoleonica vide la cittadina partecipe della grande rivoluzione industriale, mentre nel periodo della Restaurazione fu teatro di molti dibattiti romantici, preparatori delle lotte di indipendenza e del Risorgimento. A Gallarate, infatti, vivevano Giuseppe e Pompeo Castelli, titolari di quella “farmacia del rinascimento” dove, secondo la tradizione, Gerolamo Rovetta avrebbe ambientato il romanzo “Romanticismo”. Oggi la farmacia, ancora esistente, si chiama farmacia Dahò.

Con Decreto del 19 dicembre 1860 firmato dal Principe Eugenio di Savoia-Carignano, Gallarate fu insignita del titolo di città. Nel 1869 i confini della città furono allargati inglobando i comuni di Arnate e Cedrate.

Nel 1923 vennero aggregati a Gallarate i comuni di Caiello e Crenna.

Nel dicembre del 1926 il governo fascista decise la creazione della nuova provincia di Varese ed il circondario di Gallarate, comprendente anche comuni di un certo rilievo demografico, come Busto Arsizio, Legnano, Saronno e Rho, venne così spartito fra la nuova provincia e quella di Milano. La città perse notevole importanza data l’abolizione dei circondari e la conseguente chiusura della Sottoprefettura sino ad allora ospitata nell’attuale Palazzo Borghi.

Gradualmente Gallarate si incentrò sempre più sul suo ruolo industriale, di cui oggi abbiamo traccia, oltre che nei centri ancora funzionanti, in molti capannoni in stile liberty, ormai abbandonati o riconvertiti, e numerose ciminiere (Gallarate all’inizio del XX secolo era ancora nota come la città dalle cento ciminiere). Non si può tralasciare il ricordo di famiglie storiche della Città, che ne allargarono fortemente nel XIX sec. il respiro culturale ed industriale, quali i: Majno, Ponti, Bellora, Bonicalzi, Nob. Forni, Guenzani, Sartorio, Crosta, ecc.

CAPOVERSO RELATIVO AL DIRITTO DI MEDIAZIONE

L’incarico di mediazione a Wayhome ed ai suoi agenti immobiliari è attribuito attraverso la sottoscrizione di un documento specifico (incarico), la stipula di un accordo ovvero, in assenza di ciò, con la fruizione dei servizi elencati nelle nostre schede immobiliari, nel sito e nelle relative clausole. Il compenso per la mediazione (provvigione) da corrispondersi da entrambe le parti (Acquirente e Venditore, ovvero Conduttore e Locatore) è pari al 4% più IVA, calcolato sul prezzo di acquisto/vendita dell’immobile, o, in caso di locazione, è pari al 10% più IVA del canone del primo anno di locazione. La provvigione si considera maturata, dovuta ed esigibile al momento della formazione del consenso di acquisto tra Venditore ed Acquirente (ovvero con la sottoscrizione da parte del promittente venditore per accettazione della proposta di acquisto inviata dal promissario acquirente), ossia, in caso di locazione, al momento della accettazione della proposta di locazione da parte del soggetto proprietario dell’immobile (o avente titolo). Wayhome ed i suoi agenti immobiliari hanno pertanto il diritto di richiedere immediatamente il pagamento della provvigione al verificarsi delle circostanze suddette. In caso di compravendita, l’imposta di registro, i costi notarili e le imposte catastali ed ipotecarie sono a carico dell’Acquirente. In caso di locazione, l’imposta di bollo sul contratto (se applicabile) è a carico del Conduttore, l’imposta di registro (se applicabile) è a carico del Locatore e del Conduttore in parti uguali. Wayhome declina qualsiasi responsabilità in ordine alle informazioni riportate nel sito in quanto le stesse provengono dalla parte venditrice/locatrice oppure dai professionisti di fiducia (architetti, geometri, commercialisti, avvocati) incaricati dalla medesima. Wayhome considera veritiere tali informazioni e non assume alcuna responsabilità in ordine all’attualità delle stesse nonché ad eventuali omissioni o inesattezze. Per quanto qui non previsto vigono le disposizioni del Codice Civile italiano.

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