Dettagli dell'immobile

Ufficio centro pedonale Gallarate - Gallarate

  • Ufficio centro pedonale Gallarate
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Affitto €500,00 - Ufficio

Ufficio centro pedonale Gallarate

In pieno centro a Gallarate, in uno storico palazzo nobiliare, risalente al XIV secolo e abitato da Vittorio Emanuele di Savoia Aosta all’inizio del secolo scorso, proponiamo in affitto un ufficio al piano terra di circa 90 mq. Il palazzo, che presenta ancora le tracce di un’antica torre di difesa medievale, poi abbellita da particolari architettonici neoclassici, e’ testimone di tutta la storia gallaratese, attraverso le vicissitudini delle piu’ importanti famiglie della città.

L’immobile si sviluppa  piano terra dell’edificio, in comoda posizione all’interno della corte del palazzo e ha un accesso secondario da un caratteristico vicolo. Si arriva all’ufficio attraverso due corti colonnate di impianto medievale che danno accesso ad uno splendido scalone in pietra, illuminato da un antica vetrata decorata dal benaugurante motto di famiglia (Fulgeat Faveat) con soffitti in legno e pareti decorate con graffiti originali di inizio ‘900, oggetto di un attento recupero conservativo. Una madonna novecentesca inserita in una nicchia angolare sorveglia e protegge l’accesso.

E’ disponibile un posto auto interno (prezzo a parte).

Canone di locazione 6000 euro annui (500 euro mensili) . Riscaldamento autonomo. Spese condominiali circa 100 euro annui.

Classe energetica G IPE 76,65 kWh/m³a

 

STORIA DI GALLARATE

Molte testimonianze archeologiche datano le origini di questo nucleo urbano al II millennio a.C., anche se la maggior parte dei reperti sono di natura gallica. Dai galli, infatti, deriverebbe anche il nome della città.

Successivamente Gallarate, sotto la dominazione romana, divenne parte della provincia della Gallia Cisalpina.

Quando Ottone Visconti, nel 1287, distrusse Castelseprio, la città divenne capitale del grande contado del Seprio. Proprio da questo nuovo e grande ruolo Gallarate trasse grandi profitti, trasformandosi in un ricco centro commerciale. Questa vocazione accompagnerà la città anche in età sforzesca.

Dal XVI al XVIII secolo Gallarate perderà la sua indipendenza, finendo sotto la dominazione prima francese e poi spagnola. Diventa così un feudo, che passa continuamente nelle mani di nuove famiglie (Bentivoglio, Caracciolo, Pallavicino, Altemps, Visconti e Castelbarco). Tutti questi passaggi, però, non alterarono il suo ruolo di leader nel commercio per l’Alto Milanese.

Per un breve periodo, fra il 1786 e il 1787, Gallarate fu addirittura capoluogo di una delle province della Lombardia austriaca.

La dominazione napoleonica vide la cittadina partecipe della grande rivoluzione industriale, mentre nel periodo della Restaurazione fu teatro di molti dibattiti romantici, preparatori delle lotte di indipendenza e del Risorgimento. A Gallarate, infatti, vivevano Giuseppe e Pompeo Castelli, titolari di quella “farmacia del rinascimento” dove, secondo la tradizione, Gerolamo Rovetta avrebbe ambientato il romanzo “Romanticismo”. Oggi la farmacia, ancora esistente, si chiama farmacia Dahò.

Con Decreto del 19 dicembre 1860 firmato dal Principe Eugenio di Savoia-Carignano, Gallarate fu insignita del titolo di città. Nel 1869 i confini della città furono allargati inglobando i comuni di Arnate e Cedrate.

Nel 1923 vennero aggregati a Gallarate i comuni di Caiello e Crenna[10].

Nel dicembre del 1926 il governo fascista decise la creazione della nuova provincia di Varese ed il circondario di Gallarate, comprendente anche comuni di un certo rilievo demografico, come Busto Arsizio, Legnano, Saronno e Rho, venne così spartito fra la nuova provincia e quella di Milano. La città perse notevole importanza data l’abolizione dei circondari e la conseguente chiusura della Sottoprefettura sino ad allora ospitata nell’attuale Palazzo Borghi.

Gradualmente Gallarate si incentrò sempre più sul suo ruolo industriale, di cui oggi abbiamo traccia, oltre che nei centri ancora funzionanti, in molti capannoni in stile liberty, ormai abbandonati o riconvertiti, e numerose ciminiere (Gallarate all’inizio del XX secolo era ancora nota come la città dalle cento ciminiere[11]). Non si può tralasciare il ricordo di famiglie storiche della Città, che ne allargarono fortemente nel XIX sec. il respiro culturale ed industriale, quali i: Majno, Ponti, Bellora, Bonicalzi, Nob. Forni, Guenzani, Sartorio, Crosta, ecc.

 

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