Elegante trilocale Sesto Calende

Elegante trilocale Sesto Calende
Via Piave 67, Sesto Calende, Varese, Lombardia, 21018, Italia
Vendita €125.000,00 trattabili - Trilocale
73 mq commerciali totali 2 Camere da letto 1 Bagno

Elegante trilocale Sesto Calende

Elegante trilocale Sesto Calende

A Sesto Calende, a brevissima distanza dall’Abbazia di San Donato, da Leonardo Elicotteri, dall’Esselunga, da tutti i servizi essenziali, dal lungofiume e dalle vie di comunicazione, proponiamo in vendita esclusiva un elegante trilocale ristrutturato completamente nel 2018, situato al primo piano di una palazzina ben tenuta degli anni ’60.

L’appartamento, silenzioso e riservato, attualmente e’ costituito da ingresso, disimpegno, soggiorno con cucina a vista e affaccio su ampio terrazzo, camera da letto matrimoniale con secondo balcone interno, seconda camera/studio, bagno, ripostiglio/lavanderia. La metratura e’ di 70 mq catastali oltre a circa 9 mq di balconi.

Sono stati rifatti tutti gli impianti, i serramenti (ora in doppio vetro e pvc con zanzariere), l’illuminazione e i pavimenti ed e’ stata redistribuita l’organizzazione interna degli spazi. E’ dotato di riscaldamento contabilizzato con termovalvole sui termosifoni (30% a millesimi, 70 % a consumo, caldaia condominiale sostituita di recente) e di aria condizionata.

Al piano seminterrato c’e’ una cantina privata di circa 2,50 mq. Non ha posto auto di proprieta’ ma c’e’  ampia disponibilità di parcheggio adiacente.

Le spese condominiali sono pari a circa euro 1800,00 annuali oltre a consumo di riscaldamento (circa euro 400,00 annuali).

Viene proposto completamente arredato ad euro 125.000,00 trattabili.

Classe energetica G EPgl 178,50 kWh/mqa

 

SESTO CALENDE

Sesto Calende è un comune italiano della provincia di Varese in Lombardia. Il borgo è posto al capo meridionale del Lago Maggiore, dove il Ticino riprende il suo cammino verso il Po, quale emissario del Verbano.

Il nome “Sesto” (lat. Ad Sextum) deriva dal fatto che la città distasse sei miglia romane da Somma Lombardo (lat. Ad sextum lapidem, ovvero “alla sesta pietra miliare“), altra importante località lungo la via Mediolanum-Verbannus. La specifica “Calende” deriva invece dal latino Kalendarum, con un riferimento alle “calende“, che richiama il periodo in cui si teneva, in questa città, il mercato pubblico in epoca romana.

Da Sesto Calende passava la via Mediolanum-Verbannusstrada romana che collegava Milano al Lago Maggiore. Qui la via si divideva nelle sue due direttrici terminali: la prima raggiungeva Angera, mentre l’altra raggiungeva la val d’Ossola.

Già appartenente al Contado del Seprio come sede di sculdascio, e successivamente alla Pieve di Angera. Comprendeva la località di Cocquo. In età napoleonica (1811) venne aggregato a Sesto Calende il limitrofo comune di Gola Secca, che recuperò l’autonomia nel 1816, in seguito alla costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

Fino all’avvento della ferrovia l’economia di Sesto Calende era basata sulla navigazione sul fiume Ticino. Le barche erano di proprietà dei mercanti di Sesto Calende che le affidavano a delle guide che erano chiamate paroni ed i più esperti, cioè quelli che conoscevano le insidiose rapide del fiume, provenivano esclusivamente dai comuni di Golasecca e Castelletto Ticino. Tra Sesto Calende e Tornavento vi erano infatti ben undici rapide, ognuna contraddistinta con un proprio nome dialettale; le guide tramandavano da padre in figlio l’arte di saper condurre le barche, a volte lunghe fino a venti metri, attraverso queste rapide.

Era una corporazione molto forte tanto da imporre le loro tariffe ai vari mercanti che li ingaggiavano nei singoli viaggi per trasportare le loro merci sul fiume Ticino e sul Po, fino a Venezia. Erano titolari di una sorta di “patente” e nessun altro poteva entrare nella corporazione senza il loro permesso.

I Paroni erano proprietari dell’attrezzatura e dei cavalli che servivano a rimorchiare le barche nella dura risalita del fiume.

Fino al 1882 Sesto Calende manteneva un ruolo di collegamento per il commercio dei grani fra il fiume e il lago; porto d’arrivo delle granaglie era la svizzera Magadino da dove poi le merci proseguivano su carri, attraversando i passi del Gottardo, Lucomagno e San Bernardino. Sulla riva del fiume vi erano una quindicina di magazzini per l’ammasso dei cereali e risiedeva il “commissario per la spunta dei grani” che prendeva in carico i prodotti in arrivo quotidianamente e rilasciava la licenza di esportazione per il mercato di Laveno. È infatti del 1786 il documento più antico esistente presso l’Archivio Municipale di Sesto Calende e che riguardava l’istituzione di un mercato dei grani, bestiame ed altro da tenersi il mercoledì, come avviene ancora oggi. Il mercato si svolgeva attorno al porto, alla confluenza tra la strada postale del Sempione e il vecchio traghetto di Castelletto Ticino.

Nel 1869 al comune di Sesto Calende venne aggregato il soppresso comune di Oriano sopra Ticino.Nel 1919 era sede della 307ª Squadriglia. Sesto Calende appartenne fino al 1927 al circondario di Gallarate della provincia di Milano; in tale anno entrò nella neocostituita provincia di Varese. L’anno successivo fu aggregato a Sesto Calende il soppresso comune di Lisanza, e nel 1929 la località di Lentate, già frazione di Osmate-Lentate.

 

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